Quando preoccuparsi, cause, l'importanza della diagnosi precoce e percorsi diagnostici e terapeutici

In caso di comparsa di una tumefazione nel collo è sempre bene rivolgersi al proprio medico di famiglia. Se la situazione non tende a migliorare nel corso dei 15 giorni successivi, nonostante la terapia proposta dal medico di famiglia, è necessario rivolgersi allo specialista; di tale problema si interessa in genere l’otorinolaringoiatra.

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Cos'è una tumefazione del collo?

Una tumefazione del collo è una anomala tumefazione nel collo. È una condizione relativamente frequente che riconosce cause diverse: congenite, infiammatorie, tumorali (benigne o maligne), e che può originare da sedi diverse: bocca, gola, ghiandole salivari (parotide e sottomandibolare), tiroide.

Di fronte ad una massa del collo risulta ovvio che si dovrà considerare l’età, la sede di comparsa, la storia clinica; in definitiva, ogni caso va considerato a sé stante! L’iter da seguire per giungere alla definizione deve essere rigoroso e sistematico e talora complesso, richiedendo tempo e pazienza sia al medico che al soggetto.

Considerando l’età si può ragionevolmente fare una chiara distinzione: sino a 15 anni per il 90% si tratta di forme benigne. In caso di giovane adulto (16-40 anni) la patologia è per lo più benigna. Il problema può essere grave nell’adulto dopo i 40 anni, quando l’80% delle masse del collo non di pertinenza tiroidea sono tumorali e quasi l’80% possono essere non benigne e frequentemente possono essere espressione di malattia metastatica. In parole povere, possono essere la manifestazione di una malattia tumorale maligna a sede nel distretto testa-collo, per lo più malattie tumorali che interessano la bocca e la gola.

Come viene diagnostica una massa del collo?

Di fronte ad un paziente con una tumefazione nel collo è necessario informarsi sulla modalità in cui si è presentata la tumefazione (breve tempo – giorni, o presente da settimane/mesi), se ci sono sintomi associati come abbassamento di voce (disfonia) o dolore alla deglutizione (disfagia), perdita di peso, pregresse infezioni (tubercolosi, AIDS). Non certo di minore importanza è l’abitudine al fumo e al bere alcolici (birra, vino, liquori) anche fuori pasto; queste abitudini sono spesso correlate all’insorgenza di tumori della bocca e della gola.

L’otorinolaringoiatra deve valutare la bocca, la gola, le ghiandole salivari, la tiroide, la pelle del volto, del collo, del cuoio capelluto (non dimentichiamo che il 70% dei tumori maligni della pelle ha origine proprio sulla pelle della testa e del collo e spesso questo tumore può manifestarsi con una “ghiandola” nel collo).

In seguito al paziente può essere richiesta una valutazione con un esame radiologico, quale l’ecografia, la TAC o la RMN. L’ecografia dà un’idea anche precisa sulle caratteristiche della malattia che ci troviamo di fronte, è di facile accesso ed è indicata certamente nel bambino. La TAC ci permette di definire visivamente (per chi non è un radiologo) l’estensione del problema e fornisce informazioni sulle caratteristiche delle ghiandole linfatiche che possono essere coinvolte. La RMN fornisce informazioni simili e complementari a quelle offerte dalla TAC, con qualche informazione in più in caso di problemi a carico dei vasi del collo. Solo in caso di confermata presenza di patologia tumorale maligna può essere necessario eseguire una CT/PET T/B.

Nel percorso diagnostico di una tumefazione del collo risulta fondamentale eseguire un agoaspirato. Questa indagine fornisce informazioni sulla patologia che ci troviamo di fronte, permettendo un inquadramento diagnostico molto vicino alla realtà. Tale indagine permette di distinguere tra problemi chirurgici e non chirurgici, aiuta lo specialista ORL nella scelta di ulteriori indagini radiologiche (TAC, RMN, CT/PET T/B) e pertanto nell’organizzare il trattamento successivo.

Quando farla: in caso non di infiammazione, quando il problema permane invariato dopo adeguata terapia antiinfiammatoria e antibiotica da oltre 15 giorni, nel caso di sospetta neoplasia (bocca, gola, ghiandole salivari, tiroide).

Le principali patologie del collo (cenni)

In questa sessione si ritiene opportuno soltanto presentare le forme più frequenti. Con l’anamnesi, l’esame obiettivo, gli esami del sangue e gli esami radiologici si possono inquadrare forme infettive, malformative/congenite, tumorali. In questa breve relazione verranno considerate sommariamente solo le forme chirurgiche, che sono di pertinenza dello specialista otorinolaringoiatra.

In caso di una tumefazione che insorge nella parte laterale del collo e che tende progressivamente ad aumentare di volume in un soggetto giovane è ragionevole pensare ad una CISTI BRANCHIALE, fatto malformativo che deve comunque essere rimossa per via chirurgica (cervicotomia laterale).

Se la tumefazione insorge in sede mediana anteriore, in alto in un soggetto giovane è pensabile che ci troviamo di fronte ad una CISTI DEL DOTTO TIREOGLOSSO, anche questa è una malformazione e anche questa deve essere rimossa chirurgicamente (cervicotomia mediana).

Nel caso di tumefazione in sede cervicale mediana bassa (al di sopra del giugulo) ci troviamo di fronte verosimilmente ad un problema di possibile ORIGINE TIROIDEA e deve essere studiato prima dallo specialista endocrinologo e poi solo successivamente potrà essere necessaria l’opera dell’otorinolaringoiatra per l’asportazione della ghiandola tiroidea (in toto o in parte).

Talora accade che la tumefazione insorga in sede laterocervicale alta, in soggetto adulto; in questo caso ci possiamo trovare di fronte ad un problema di ghiandole salivari (GHIANDOLA PAROTIDE), in tal caso risulta necessaria l’asportazione della ghiandola salivare con particolare attenzione al nervo faciale che decorre all’interno della ghiandola salivare (chirurgia di competenza dello specialista ORL). Nel caso di tumefazione che insorge in alto, di lato (al di sotto dell’arco della mandibola) è possibile che la neoplasia interessi la GHIANDOLA SOTTOMANDIBOLARE, anche in tal caso può essere necessaria la rimozione della ghiandola.

cisti branchiale
Cisti branchiale.
cisti del dotto tireoglosso
Cisti del dotto tireoglosso.
rigonfiamenti ghiandole salivari
Rigonfiamenti delle ghiandole salivari.

Come accennato in precedenza, nel soggetto adulto con tumefazione del collo, non deve essere mai sottovalutata la possibile equazione: Massa del collo = neoplasia delle alte vie aeree. Soprattutto all’insorgenza nella bocca e nella gola ed in particolar modo nei soggetti che hanno l’abitudine al fumo e all’alcol. Nel sospetto di malattia neoplastica di questi distretti l’iter richiede anche un’attenta valutazione in fibroscopia della bocca e della gola e, se necessaria, la stessa valutazione va ripetuta con il paziente addormentato (panendoscopia). Tutto questo al fine di riconoscere la sede primitiva di insorgenza.

Accade che nonostante tutti i tentativi messi in essere: anamnesi, esame obiettivo con fibre ottiche, imaging (ecografia, TAC, RMN, CT/PET T/B), agoaspirato, endoscopia in narcosi, non si giunga alla sede di origine. In tal caso si parla di malattia neoplastica maligna ”a focus ignoto”. Di fronte ad una patologia neoplastica maligna il trattamento è variabile e si avvale della chirurgia, della radioterapia, della chemioterapia variamente tra loro articolate. Questo argomento esula dagli intenti di questa breve relazione.

Da ricordare

  • La diagnosi differenziale per una massa laterocervicale include processi flogistici, congeniti e neoplastici.
  • Nei pazienti di oltre 40 anni, la massa laterocervicale è in genere neoplastica e, per lo più, maligna.

  • Ogni procedura bioptica deve essere preceduta da studio con imaging (TAC; RMN; ECO).

  • La forma congenito/malformativa più frequente è la cisti del dotto tireoglosso.

  • Nelle cisti congenite laterocervicali (cisti branchiali) la più frequente deriva dal II arco.

  • Una massa unica laterocervicale sovraclaveare può rappresentare la MTS di una neoplasia toracica o addominale.

  • Un agoaspirato sospetto per linfoma deve essere seguito dalla escissione bioptica del linfonodo.

  • Un agoaspirato sospetto per carcinoma deve essere seguito da endoscopia in narcosi delle vie aero/digestive superiori.

  • L’approccio alle masse del collo è complesso, deve necessariamente essere multidisciplinare, fretta e superficialità conducono a gravissimi danni per il paziente.

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